Scuola dell'Infanzia Tommaso Grossi – Bellano (LC) - Dal 1888

Il POF, il progetto educativo e il regolamento

PTOF dicembre 2019
 
Progetto educativo.odt aggiornato ottobre 2017
 
Regolamento aggiornato dicembre 2019
 
Scarica il POF 2015

Premessa

A partire dal 1° settembre 2000 , in seguito all’emanazione del D.P.R. n° 27, relativo al Regolamento sull’autonomia, ad ogni singola scuola viene riconosciuto un potere di autogestione a livello organizzativo, amministrativo e finanziario. L’art. 3 del suddetto D.P.R. prevede che ogni singola scuola, nell’ambito della propria autonomia organizzativa e didattica, elabori il Piano dell’Offerta Formativa (POF). Il POF è una sorta di carta d’identità della nostra scuola; è il documento fondamentale esplicativo dell’identità non solo culturale, ma anche progettuale di ogni istituzione scolastica. Permette di definire al suo interno la progettazione curriculare, extra curriculare, educativa ed organizzativa in rapporto alla realtà territoriale. In esso vengono definiti gli strumenti didattici, pedagogici e gestionali con i quali si intende operare, nonché i modi di verifica e di documentazione del lavoro svolto. Viene steso dal Collegio Docenti della scuola e annualmente viene aggiornato.
Nel POF si possono trovare tutte le informazioni relative alla storia della scuola, alla struttura, all’orario di funzionamento, ai progetti attuati, alle risorse della scuola e del territorio.
Il POF permette di predisporre un contratto tra scuola e famiglia; rappresenta un’assunzione di impegni, allo scopo di migliorare sempre di più i rapporti tra queste due istituzioni.

La nostra storia

La Scuola dell’Infanzia “Tommaso Grossi” ebbe inizio nel gennaio 1888 come opera di assistenza dell’infanzia bellanese e fu affidata alle suore Figlie di S. Anna. Nel 1893 furono inserite due maestre laiche, nel 1904 fu riconosciuta giuridicamente come “Ente Morale”.
Il 1° Ottobre 1921, dovendo pensionare le maestre Aimetti, subentrarono nella gestione educativa dell’Asilo le suore Figlie di Maria Ausiliatrice.
Tuttavia la presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Bellano risale al 1902, quando furono chiamate dall’allora direttore del cotonificio Cantoni Ing. Schmidt a dirigere il convitto operaio femminile di Bellano.
Il 21 Aprile 1939 è inaugurata la nuova sede in Coltogno, Via Martiri della Libertà, 18.
Il 25 Maggio 2009 è inaugurata la nuova struttura adibita alla sezione Primavera, risposta concreta alle esigenze della popolazione bellanese.
Nell’estate 2013 le suore di Maria Ausiliatrice hanno lasciato la scuola dell’infanzia; da settembre 2013 la scuola viene gestita da personale laico; è stata nominata una nuova coordinatrice.

La nostra adesione alla Fism

La scuola dell’infanzia Tommaso Grossi appartiene alla Fism (Federazione italiana Scuole Materne); è una scuola d’ispirazione cattolico-cristiana. Tutte le scuole che fanno parte della Fism, pur essendo private svolgono ed offrono un servizio pubblico pari a quello delle scuole statali e degli Enti Locali; per questo lo Stato riconosce loro la parità, pur avendo una propria specifica identità, legata ai valori antropologici cristiani.
Il Collegio Docenti della scuola partecipa annualmente ai corsi d’aggiornamento organizzati dalla Fism, nonché ai Collegi di Zona e ai corsi di aggiornamento sull’Insegnamento della Religione cattolica stabiliti dalla Curia di Milano.

Il nostro metodo educativo

La Scuola dell’Infanzia “Tommaso Grossi” è una scuola paritaria di ispirazione cristiana.
Finalità della nostra Scuola dell’Infanzia è lo sviluppo integrale della personalità del bambino, accolto incondizionatamente e per il quale nutriamo grande rispetto. La nostra scuola si caratterizza per un ambiente di tipo familiare, sereno, carico di valori e incoraggiante, con relazioni educative basate sulla fiducia, la comprensione, la
spontaneità e la simpatia.
Le educatrici promuovono la crescita del bambino con un modello educativo di tipo positivo: l’educatrice è guida e sostegno per il bambino ed ha con lui un rapporto individualizzato fondato sul dialogo e sulla stima reciproca.
La nostra Scuola dell’Infanzia è una comunità educante che coinvolge la famiglia nell’attività educativo-didattica e rende attivo e protagonista il bambino mediante proposte e itinerari formativi adatti alla sua età e ai suoi ritmi di sviluppo.
Particolare attenzione è posta dalla scuola alla gradualità e continuità dell’educazione.

Valori di riferimento

I valori di riferimento della nostra Scuola dell’Infanzia sono:

  • La centralità della persona
  • La crescita della persona nella libertà e autonomia e nella capacità di relazioni
  • L’amore per la vita in tutte le sue forme
  • Una visione positiva della natura umana

Finalità e obiettivi generali

  • MATURAZIONE DELL’IDENTITA’
    • Ha raggiunto una buona sicurezza di sé e positiva autostima
    • Riconosce l’esistenza di punti di vista diversi dal suo
    • Percepisce positivamente il suo diventare grande (la sua crescita personale)
    • Percepisce il proprio essere come dono di Dio Padre e Creatore
  • CONQUISTA DELL’ AUTONOMIA
    • Si relaziona in modo spontaneo e positivo con coetanei e adulti
    • Accetta e condivide le regole della vita scolastica
    • Comincia a prendere in considerazione gli altri in modo positivo, a costruire amicizie, a collaborare
    • Comincia a porsi interrogativi di fronte ad esperienze diverse (morte/nascita) e ascolta con interesse le risposte della fede cristiana
  • SVILUPPO DELLE COMPETENZE
    • La comunicazione verbale è corretta, il vocabolario é ricco ed in continua evoluzione
    • Utilizza in modo appropriato anche linguaggi non verbali
    • Ascolta e comprende il senso di un racconto
    • Comincia ad orientarsi nel tempo
    • Utilizza strategie motorie dimostrando competenze nella coordinazione e nell’equilibrio
    • La motricità fine è ben sviluppata (piega, taglia, spezza)
    • Riconosce su di sé, su altri e su figure, le parti dello schema corporeo e lo riproduce graficamente, ricco di particolari
  • SVILUPPO DEL SENSO DI CITTADINANZA
    • Riconosce gli altri, i loro bisogni e la necessità di gestire i contrasti attraverso regole condivise
    • Esprime il proprio pensiero e pone attenzione al punto di vista dell’altro
    • Coglie il primo riconoscimento dei diritti e dei doveri

I percorsi formativo-didattici

I percorsi formativi conducono il bambino a realizzare il profilo delineato, danno vita a specifici processi di insegnamento e  apprendimento all’interno di una comunità educante la cui azione si ispira ai valori cristiani.
I percorsi sono organizzati per attività curricolari anche di tipo laboratoriale, elaborati dal Collegio Docenti.
Le Unità di Lavoro realizzate dai docenti rappresentano un progetto didattico; organicamente disposte in sequenza, costituiscono il percorso formativo finalizzato al raggiungimento degli obiettivi generali della scuola dell’infanzia.
Strategie formativo-didattiche

  1. ACCOGLIENZA
    E’ fondamentale accogliere cordialmente ed instaurare un rapporto immediato con i bambini. Questo stile familiare di accoglienza e relazioni che dà qualità e valore ai vari incontri quotidiani e ai diversi momenti della giornata, si esplicita intenzionalmente in tempi determinati dell’attività scolastica:
    – All’inizio della giornata, all’entrata di ogni bambino a scuola e nella sezione con un momento significativo, dedicato anche alla preghiera.
    – All’inizio dell’anno per tutte le sezioni, e in particolare per i nuovi iscritti, è previsto un inserimento graduale per agevolare il distacco del bambino dalla famiglia e per favorire un approccio positivo con il nuovo ambiente.
    Una particolare accoglienza è riservata ai bambini che hanno già frequentato uno o più anni in un’altra scuola e si inseriscono nella nostra.
  2. AMBIENTE SCOLASTICO

E’ l’organizzazione globale della scuola, nella quale interagiscono, in un clima familiare di
gioia e di impegno, persone, spazi, tempi, rapporti, insegnamenti, attività diverse di
un’istruzione scolastica cristiana.
L’organizzazione della scuola è la seguente:
NUMERO DI SEZIONI: 3 eterogenee ( con bambini di 3, 4 e 5 anni);
INSEGNANTI: 1 insegnante di sezione
1 coordinatrice con insegnamento
1 insegnante aggiunta
ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI
Lo spazio della scuola è stato pensato ed organizzato allo scopo di permettere al
bambino di muoversi in autonomia all’interno della scuola dell’infanzia, di socializzare con
gli altri bambini, di svolgere le attività individuali e/o di gruppo, di potersi rilassare e godere
di momenti di calma e quiete.
Le trasformazioni che possono avvenire al suo interno sono pensate dal Collegio Docenti
e motivate da esigenze educativo-didattiche.
LA SEZIONE
La strutturazione per sezioni favorisce la costanza, la continuità e la regolarità di rapporti
tra adulti e bambini e tra i bambini stessi. Permette un più sereno inserimento del
bambino all’interno di uno spazio che diviene sempre di più familiare, garantendogli la
possibilità sia di muoversi al suo interno liberamente, sia di poter esprimere la sua
iniziativa e la sua creatività. L’insegnante della sezione, punto di riferimento importante per
i bambini, facilita il loro inserimento, costruisce relazioni sicure e stabili con loro; questo
garantisce e tutela lo sviluppo dei bambini.
La scuola dell’infanzia Tommaso Grossi è costituita da tre sezioni:
 Sezione Azzurri con Michela;
 Sezione Gialla con Monica;
 Sezione Verde con Manuela.
Ciascuna sezione al suo interno è suddivisa in diversi angoli e/o spazi aventi differenti
funzioni:
– angolo della casetta o dei travestimenti per il gioco simbolico;
– angolo tappeto o del morbido per giochi di costruzione, per giochi con le
macchinine, per la lettura o il racconto di una storia e per il rilassamento;
– tavoli per le attività manipolative, grafico-pittoriche ed espressive e per i giochi di
gruppo.
Questi spazi permettono sia lo svolgimento di tutte le attività programmate dall’insegnante
di sezione, sia il libero movimento dei bambini all’interno di essa: ciascun bambino, nei
momenti non strutturati della giornata scolastica, può scegliere quale angolo o spazio
occupare.
SPAZI COMUNI A TUTTE LE SEZIONI
Lo spazio dell’accoglienza: è il luogo dove vengono accolti i bambini al mattino durante il
pre-asilo (dalle ore 8.00 alle ore 9.00); si gioca al tavolo o sul tappeto o si ascolta una
storia. Viene utilizzato anche come angolo di gioco libero dopo il pranzo per un piccolo
gruppo di bambini.
Lo spazio del salone: è un luogo polivalente in cui le sezioni si trovano per il gioco libero
dopo il pranzo, e per il sonno dei bambini di tre anni e dei bambini che frequentano la
sezione primavera. Viene utilizzato anche per feste, momenti comunitari e per guardare la
TV.
Lo spazio bagno: organizzato e strutturato in modo tale che possa esser utilizzato in
autonomia da ogni singolo bambino.
Lo spazio corridoio: adiacente alle tre sezioni, vi si trovano gli armadietti personali dei
bambini dove vengono riposti gli indumenti e gli oggetti personali.
Lo spazio cortile: ampio ed attrezzato, permette la libera organizzazione dei giochi di
movimento, del gioco simbolico o di giochi strutturati in piccolo o grande gruppo.
Lo spazio laboratorio: esterno al complesso della scuola dell’infanzia, di fronte al cortile,
viene utilizzato per attività manipolative, grafico-pittoriche in piccolo gruppo.
Lo spazio palestrina: esterno al complesso della scuola dell’infanzia, di fronte al cortile
ed adiacente al laboratorio, attrezzato con materiale per il gioco psicomotorio, viene
utilizzato per la psicomotricità.
c) IL TEMPO E LA GIORNATA SCOLASTICA
Il tempo scuola segue ritmi costanti ed uguali; questo permette al bambino di imparare la
sequenzialità dei diversi momenti della giornata scolastica; sapere cosa succede dopo,
cogliere il trascorrere del tempo aiuta il bambino a vivere con sicurezza e serenità la sua
permanenza a scuola. Il tempo scolastico prevede un’alternanza di momenti di routine
(accoglienza, bagno, pranzo, gioco libero, attività pomeridiane, uscita) ad attività di piccolo
gruppo nei laboratori e/o in sezione. I diversi momenti rivestono una funzione educativodidattica;
hanno lo scopo di garantire il raggiungimento delle finalità generali della scuola
dell’infanzia e degli obiettivi stabiliti nella progettazione annuale.
La giornata scolastica è così articolata:
ORA ATTIVITA’
8.00 – 9.00 Prescuola
9.00 – 9.25 Accoglienza in sezione
9.25 – 11.30 Attività didattica
12.00 – 12.45 Pranzo
12.45 – 13.30 Gioco libero in salone o in
giardino
13.30 – 15.00
13.30 – 15.30
Riposo
( bam. 3 anni)
Attività didattica in sezione
(bambini 4 e 5 anni)
15.30 – 16.00 Uscita
d) FORMAZIONE RELIGIOSA
La formazione religiosa, quale garanzia di educazione integrale, prevede nell’arco
dell’anno attività specifiche:
 la programmazione religiosa annuale specifica per la scuola dell’Infanzia sviluppata
nelle Unità di lavoro
 la celebrazione dell’Eucarestia in occasione della festa di Don Bosco e di Maria
Ausiliatrice
 la partecipazione a momenti formativi nei periodi di Avvento, di Quaresima e del
mese di Maggio.
e) PATTO EDUCATIVO E CONTRATTO FORMATIVO
Nell’ambito del patto educativo, sulla base del principio di sussidiarietà che vede docenti,
genitori ed alunni impegnati nel comune processo di formazione in un rapporto di fiducia,
nel rispetto dei ruoli e delle specifiche competenze, viene sottoscritto il contratto formativo
tra i Genitori e la Coordinatrice della scuola dell’Infanzia che assicura, attraverso i propri
docenti, la realizzazione del PEI e del POF.
I Genitori venuti a conoscenza dell’offerta formativa (POF) della Scuola, una volta decisa
l’iscrizione, firmano il “Contratto Formativo”, che specifica i diritti e i doveri reciproci, dei
genitori, dell’alunno e dei docenti della Scuola.
g) EDUCAZIONE ALLA CONVIVENZA CIVILE
Nel contesto delle unità di lavoro, nel corso dei tre anni, verranno sviluppati specifici
obiettivi formativi finalizzati all’educazione alla cittadinanza, all’educazione stradale,
all’educazione ambientale, all’educazione alla salute, all’educazione alimentare e
all’affettività.
h) PROTEZIONE CIVILE
E’ l’applicazione al D.L. 626/94 finalizzata all’acquisizione di semplici regole da utilizzare in
caso di emergenza: incendio, terremoto, infortunio, ecc… e allo sviluppo del senso civico.
L’attività si svolge in collaborazione con esperti e prevede esercitazioni pratiche.
IL NOSTRO PROGETTO EDUCATIVO
Premessa
Il progetto educativo è ciò che qualifica l’identità della scuola dell’infanzia “Tommaso
Grossi”. Nel progetto sono indicati i principi educativi in cui far convergere intuizioni ed
esperienze in vista della formazione integrale dei bambini. Il progetto educativo comune e
condiviso costituisce per tutti un punto di riferimento ed uno strumento di discernimento,
di innovazione e di risignificazione delle attività e delle opere in armonia con i principi della
Costituzione.
Identità della scuola
La scuola dell’infanzia “Tommaso Grossi” si caratterizza:
In quanto scuola
come luogo di vita, ambiente totalmente dedicato all’educazione integrale del bambino;
tiene conto delle variabilità individuali, dei tempi e dei ritmi di apprendimento, degli stili
cognitivi e di personalità, delle motivazioni e degli interessi dei bambini;
è aperta alle stimolazioni socio-culturali dell’ambiente e del vissuto del bambino.
In quanto cattolica cristiana
imposta il significato della vita, nei cui confronti il bambino si interroga, sulla base dei valori
cristiani;
favorisce un’interpretazione positiva ed ottimistica della vita, della persona, di sé stessi;
imposta finalità educative nella concretezza degli interventi valorizzando l’impegno, la
responsabilità, la costruttività, la collaborazione e la solidarietà;
pone a fondamento della persona educativa il Vangelo e la testimonianza che Gesù ha
dato e i suoi discepoli hanno prolungato;
prosegue lo stile e il metodo di Don Bosco che si esprime nel Sistema Preventivo;
fa leva sulle possibilità di ogni bambino per realizzare, prevenire fin dove è possibile, ogni
forma di disadattamento, di difficoltà, di disagio intervenendo positivamente sul bambino;
crea un ambiente caratterizzato da uno spirito di allegria, di creatività ed impegno;
Mette a fondo dell’azione educativa la ragione, l’amorevolezza come ricorso alle forze più
profonde di ognuno: la razionalità, l’affetto, il bisogno di Dio.
La centralità del bambino
Un’efficace azione educativa non può esprimersi al meglio se non a partire dal
riconoscimento della centralità del bambino verso il quale essa è rivolta. Mettere al centro
un bambino significa innanzitutto accoglierlo stabilendo con lui una relazione personale:
salutarlo, chiamarlo per nome, valorizzarlo nella sua individualità; significa riconoscerlo
nella sua unicità: arriva o ritorna alla scuola materna con una sua storia, con un bagaglio
di conoscenze, esperienze, conquiste, con le sue peculiarità, e con le sue potenzialità, ma
anche con i suoi limiti e le sue fatiche che ci chiedono di accettarlo e rispettarlo. L’
accoglienza si esprime anche attraverso l’allestimento di spazi pensati per lui, per il suo
stare bene a scuola e per il suo bisogno di esplorare e conoscere la realtà che lo
circonda; vuol dire organizzare il tempo-scuola tenendo conto suoi ritmi di
apprendimento,di socializzazione e di rilassamento e offrirgli strategie per orientarsi nel
tempo. Grande importanza nell’esperienza educativa riveste il dialogo con l’adulto che si
mostra consapevole che il bambino è portatore di riflessioni, idee, opinioni, pensieri… ; il
momento dell’ascolto si caratterizza come prestare attenzione alle parole del bambino,
dare risposte ma nello stesso tempo fornire, quando possibile, gli strumenti per trovarle
da sé. Mettere il bambino al centro significa ancora accompagnarlo nella sua crescita
come una presenza vicina che sorregge ma che non si sostituisce, che mostra empatia
ma non abdica al suo ruolo di educatore che contiene e limita quando necessario, che
crea un clima sereno, gioioso e familiare attento alle sue esigenze e che quindi gli offre le
opportunità di esplorare, sperimentare, socializzare per sviluppare le sue competenze,
conquistare l’autonomia e prendere coscienza della propria identità. Infine, ma non ultimo,
mettere il bambino al centro, in un’ottica salesiana significa riconoscerlo come creatura di
Dio unica e irripetibile, come soggetto con una sua dignità e originalità, affidato alle nostre
cure per aiutarlo a crescere da “buon cristiano e onesto cittadino” attraverso il Sistema
Preventivo di don Bosco basato sulla Ragione, Religione e Amorevolezza.
La relazione con gli altri
La scuola dell’infanzia, attraverso molteplici occasioni di gioco e di socialità. Permette a i
bambini e alle bambine che la frequentano di costruire relazioni significative e apprendere.
I processi relazionali, affettivi, cognitivi che maturano nei tre anni di frequenza possono
aiutare ciascun bambino/a a sviluppare positivamente la propria identità e a costruire una
propria visione del mondo in un percorso autonomo di crescita, capace di evolvere nel
rapporto con gli altri e l’ambiente circostante. In ogni situazione educativa i bambini hanno
bisogno di avere interlocutori adulti in cui identificarsi ed infantili, con cui negoziare per
trovare soluzioni, poiché nessuno può crescere da solo ma nel confronto e nello scambio
con gli altri. Le relazioni con i coetanei e gli adulti sono oggetto di apprendimento
attraverso la sperimentazione, mediata dall’insegnante, di situazioni di cooperazione, di
comunicazione di significati, di condivisione di oggetti e materiali di rapporti con le
persone. Gli adulti diventano interlocutori positivi nei confronti dei bambini se capaci di
ascoltarli accogliendone le diversità individuali e di genere socio-culturale e familiare,
modulando il proprio intervento in relazione a i bisogni e alle richieste dei bambini stessi. I
rapporti con gli adulti sono lo sfondo dell’educazione dei bambini: percorso complesso
inserito in un sistema di relazioni che mette in campo, attorno a ciascun bambino, le
opportunità educative che la scuola e le famiglie nella loro diversità, riescono ad offrire.
L’esplorazione: la voglia di scoprire e di conoscere
Le insegnanti propongono attività che si basano sul fare e sull’agire del bambino. Nulla
può sostituire l’esperienza diretta; il processo di sviluppo del bambino avviene con il fare e
con il socializzare con gli altri. Attraverso le esperienze concrete ciascun bambino si mette
alla prova, sperimenta le sue abilità, attiva la sua intelligenza, affina la sua sensibilità,
sviluppa le sue potenzialità, scopre le sue risorse ed accetta i propri limiti. E’ solo facendo,
giocando, sporcando e sporcandosi che i bambini stimolano la loro curiosità e trasformano
i loro desideri in esperienze vissute.
Il gioco
I bambini vengono totalmente coinvolti a livello educativo nel gioco: attività faticosa,
impegnativa, ma tanto gratificante e divertente. Attraverso il gioco il bambino soddisfa il
bisogno di conoscere e conoscersi; sollecita il sistema nervoso e tutto l’organismo; stimola
la fantasia e la creatività; impara le modalità per vivere un corretto rapporto con gli altri e di
conseguenza si inserisce nella società. Il gioco concorre alla formazione della personalità,
dell’organizzazione motoria, delle facoltà sociali, affettive e cognitive.
Il laboratorio psicomotorio
Nel bambino le procedure che regolano lo sviluppo motorio sono quelle che stanno alla
base dello sviluppo cognitivo. Gli apprendimenti si formano attraverso un processo di
interiorizzazione delle attività svolte a livello motorio, delle azioni svolte con il corpo. Il
laboratorio psicomotorio risponde al naturale bisogno dei bambini di muoversi e scoprire il
proprio sè e il mondo che li circonda; permette loro un’ottimale appropriazione del sé:
condizione essenziale per avviare il lungo percorso verso l’autonomia. Durante il lavoro
psicomotorio si gioca con il proprio corpo per imparare a conoscerlo, a percepirlo, a
sentirlo e ad accettarlo. Gli obiettivi del laboratorio psicomotorio sono i seguenti:
 cercare opportunità efficaci sul piano del piacere senso-motorio e concorrere al
graduale sviluppo delle personali capacità percettivo-motorie.
 Sostenere i bambini affinchè possano sviluppare significative relazioni con gli
adulti, i pari, lo spazio;
 Potenziare l’autonomia, l’autostima , la fiducia di base e le abilità cognitive.
 Favorire la comunicazione all’interno del gruppo, il rispetto delle regole, la loro
accettazione, per un corretto svolgimento dei giochi.
 Sviluppare la coscienza del sé corporeo, l’identità corporea e la consapevolezza
della relazione corpo, spazio e tempo.
 Promuovere la presa di coscienza del proprio corpo, della sua forma, del suo
movimento in interazione con gli altri.
 Scoprire le proprie capacità/abilità, nonché i propri limiti in modo costruttivo e
mediato.
 Garantire la percezione del “tu” dell’altro e la percezione del sé.
Interazione Scuola-Genitori: la centralità della famiglia
I Genitori fanno parte della Comunità Educante, portatori di diritti e di doveri originari,
riconoscono le competenze professionali educative e didattiche dei docenti, condividono i
valori del progetto educativo, collaborano alla crescita culturale-formativa e professionale
del figlio/a, partecipano alle assemblee e ai vari organi della Scuola.
Le tipologie di interazione Scuola-genitori scelte dalla nostra Scuola sono le seguenti:
Prima accoglienza dei Genitori
Incontro ufficiale dei Genitori dei bambini con la Coordinatrice prima dell’inizio dell’attività
scolastica.
Formazione all’interazione Scuola – Genitori
Assemblee con i Genitori per la conoscenza del metodo educativo della Scuola, e della
Progettazione annuale; per l’elezione dei rappresentanti di sezione, per il coinvolgimento
nelle varie attività della scuola.
I Rappresentanti di sezione vengono eletti, 2 per sezione per la Scuola dell’infanzia, 1
per la sezione Primavera, durante la prima delle assemblee dell’anno e convocati dalla
Coordinatrice della scuola tre o quattro volte all’anno. I compiti dei rappresentanti sono:
 collaborare con la scuola;
 fare da tramite tra scuola e famiglia;
 sostenere le iniziative della scuola;
 partecipare agli incontri formativi ed informare, poi, i genitori assenti.
Diventano riferimento per gli altri genitori per aspetti organizzativi o altri problemi legati alla
partecipazione. Vengono nominati all’inizio dell’anno scolastico secondo il DPR 416/74.
Il Consiglio d’intersezione: composta dalla Coordinatrice, dalle insegnanti e dai
rappresentanti dei genitori, opera all’interno della scuola dell’infanzia, come “Commissione
Didattica”, il cui scopo è quello di pianificare e risolvere i problemi legati alla realizzazione
della programmazione didattica.
I colloqui periodici: individuali (docente-genitore) secondo il calendario stabilito o su
richiesta del genitore o dell’insegnante, previo appuntamento. Con la Coordinatrice in caso
di necessità, sempre su appuntamento.
Momenti di convivenza: feste e ricorrenze
Vengono organizzate dalle insegnanti con la collaborazione dei genitori; per i bambini
sono un’occasione per comunicare e coinvolgere i loro genitori nella loro esperienza
scolastica.
Sono previste le seguenti feste:
 Festa di Natale;
 Festa di Don Bosco;
 Carnevale;
 Festa di Maria Ausiliatrice;
 Festa di fine anno (festa del grazie).
 Uscita didattica
Compatibilmente con la progettazione annuale, potrebbero essere previste la castagnata e
la festa dei nonni.
Le famiglie dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia, in stretta collaborazione
con il Collegio Docenti si impegnano ad organizzare una vendita di torte il 1° novembre, la
tombolata in primavera e l’estrazione dei premi della lotteria. Il ricavato delle suddette
manifestazioni sarà devoluto alla scuola dell’infanzia.
Attività formative-culturali: Incontri formativi su temi educativo-pedagogico-relazionali
con relatori competenti.
La programmazione educativo-didattica annuale
La scelta del tema della progettazione annuale è condizionata da un’attenta analisi e
lettura dei bisogni e delle caratteristiche del gruppo dei bambini. Gli insegnanti accolgono i
bambini, valorizzano le loro curiosità, le loro proposte; creano occasioni d’apprendimento
attraverso l’esperienza diretta, il gioco e il procedere per tentativi ed errori. Attraverso i
Campi d’esperienza educativa, citati negli Orientamenti Ministeriali per la scuola
dell’infanzia, il Collegio Docenti elabora un progetto educativo-didattico che permette la
realizzazione e il raggiungimento degli obiettivi generali; in esso vengono inoltre descritte
le unità di lavoro che verranno proposte. La progettazione ha valore annuale e viene
presentata alle famiglie nel mese di ottobre.
In genere si parte da uno sfondo integratore, un argomento di grande interesse per il
bambino, vicino alla sua vita e al suo vissuto. Attraverso le esperienze concrete
quotidiane, l’esplorazione, il fare, il giocare, lo scambio di informazioni, la discussione con
l’insegnante e gli altri, ciascun bambino rafforza ed aumenta le sue competenze. Le ipotesi
di lavoro sono flessibili e soggette a cambiamenti, legati alle reazioni e alle proposte che
vengono dai bambini. Il Collegio Docenti, durante le programmazioni mensili, stabilisce
come raccordare la progettazione annuale nei diversi laboratori (grafico-pittorici,
psicomotori, linguistici) e nel lavoro di sezione o di intersezione per fasce d’età.
Il lavoro in piccolo gruppo aumenta la possibilità d’ascolto e d’espressione del singolo
bambino; rafforza la sua identità personale, aumenta la fiducia nelle sue possibilità,
collabora con gli altri al raggiungimento del medesimo obiettivo.
Inserimento dei bambini che frequentano per la prima volta
Per molti bambini l’ingresso alla scuola dell’infanzia rappresenta il primo vero distacco
dalle figure che per loro sono il punto vitale ed irrinunciabile di relazione: i genitori. Per loro
l’inserimento è un momento delicato, caratterizzato dal disagio, dalla paura di separarsi
dai genitori e dalla fatica di dover imparare a conoscere poco a poco persone adulte
nuove ed ambienti diversi da quelli abitudinari. Per sostenere le famiglie in questa prima
esperienza di distacco e per alleviare dubbi e paure è importante enunciare le strategie
che la scuola mette in atto in questa fase.
Per i genitori: è previsto un colloquio informale all’atto dell’iscrizione, dove vengono
spiegate le dinamiche dell’inserimento e un’assemblea all’inizio dell’anno scolastico dove
viene presentata l’organizzazione scolastica.
Per i bambini: flessibilità dell’inserimento; la prima settimana dalle ore 9.00 alle ore
11.00; la seconda dalle ore 9.00 alle ore 12.30; la terza dalle ore 9.00 alle ore 16.00.
Questa modalità può esser modificata o prolungata sulla base delle esigenze del singolo
bambino, a seconda dei suoi tempi di adattamento ed ambientamento.
Per i bambini che hanno già frequentato la sezione primavera l’anno precedente e quindi
conoscono l’ambiente, l’insegnante e i futuri compagni, non è previsto l’inserimento;
possono frequentare la scuola dell’infanzia, fin da subito, a tempo pieno, salvo eventuali
cambiamenti personali.
Inserimento dei bambini con disabilità
In ottemperanza alla Legge 517 del 1977, relativa all’integrazione scolastica degli allievi in
situazione di handicap, verranno accolti alla scuola dell’infanzia anche i bambini con
disabilità certificata o con particolari problemi legati alla crescita. L’integrazione
scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità del bambino disabile
nell’apprendimento, nella comunicazione, nella relazione e nella socializzazione. A tal fine
la scuola in accordo con il Presidente e la Coordinatrice saprà modificare la propria
struttura e apportare cambiamenti organizzativi per far fronte a questa esigenza. La
Coordinatrice e l’insegnante della sezione dove verrà inserito il bambino saranno, inoltre,
disponibili per un colloquio con la famiglia e con i servizi sanitari che si occupano di lui al
fine di redigere il Progetto Educativo Individualizzato. Fondamentale è riuscire fin da subito
a costruire un Progetto di vita in rete che tenga conto delle potenzialità e delle difficoltà del
bambino, rendendo il contesto scuola un luogo sempre più facilitante al suo processo
d’inclusione. Nel caso in cui sia necessaria una figura di sostegno per garantire un
adeguato inserimento del bambino dal punto di vista educativo e relazionale/affettivo, la
coordinatrice inoltrerà domanda di assegnazione di risorse per l’integrazione agli Enti
territoriali di competenza. La scuola potrà avvalersi della consulenza
pedagogica/educativa e gestionale della coordinatrice rete disabilità della Fism di Lecco,
competente sul territorio di Bellano.
Criteri di valutazione
L’impegno di adeguarci alle esigenze dei tempi, nonché alle richieste dei genitori esige
una continua verifica delle nostre attività, della qualità dell’educazione, della nostra
didattica, per poter progettare un miglioramento continuo. La valutazione rappresenta un
aspetto fondamentale del lavoro educativo-didattico; consente al Collegio Docenti di
riflettere sull’azione educativa, sui risultati attesi e raggiunti. La valutazione si basa
sull’osservazione e sull’ascolto dei bambini; è strettamente legata alla relazione educativa,
e assume anche una valenza quotidiana.
Per questo la Scuola propone:
la valutazione dell’ATTIVITA’ SCOLASTICA, attraverso una strumentazione appropriata
che rilevi la soddisfazione del “sistema domanda”, quale la somministrazione di
questionari ai genitori;
la valutazione dell’ATTIVITA’ DIDATTICA:
 autovalutazione dei docenti rispetto alle loro Unità di Lavoro, in merito ai livelli di
sviluppo raggiunti in termini di Identità, Autonomia, Competenze;
 verifica dell’efficacia del progetto educativo;
 documentazione e raccolta degli elaborati svolti dal bambino, usufruendo anche di
strumenti audio-visivi.
La continuità educativa
La prima forma di continuità educativa avviene con la famiglia; il nostro lavoro è
complementare alle esperienze che il bambino compie nei suoi ambiti di vita. Poniamo
molta attenzione all’accoglienza dei bambini, all’osservazione dei loro comportamenti,
all’equilibrata formazione delle sezioni, alla flessibilità dei tempi e alla scansione delle
attività didattiche.
Sono previsti incontri e momenti di scambio di informazioni con le insegnanti della scuola
primaria; nel mese di maggio i bambini che a settembre inizieranno la scuola primaria
vengono accompagnati dalle loro insegnanti a visitare il nuovo ambiente scolastico; a
giugno c’è un incontro tra le insegnanti delle rispettive scuole; in questa sede vengono
presentati i bambini; a novembre del nuovo anno in corso ci sarà infine un colloquio di
verifica sulle notizie date nel precedente incontro del mese di giugno.
PROGETTO SEZIONE PRIMAVERA
“ L’educazione è cosa di cuore “
“L’umanità che si rivela in tutto il suo splendore intellettuale durante la dolce e tenera età
dell’infanzia dovrebbe essere rispettata con una sorta di venerazione religiosa. E’ come il
sole che appare all’alba o un fiore appena sbocciato. L’educazione non può essere
efficace se non aiuta il bambino ad aprire se stesso alla vita” Maria Montessori
STORIA DELLA SCUOLA E STILE EDUCATIVO
La scuola dell’Infanzia “Tommaso Grossi” ebbe inizio nel gennaio 1888 come opera di
assistenza dell’infanzia bellanese e fu affidata alle suore Figlie di S. Anna. Nel 1893 furono
inserite due maestre laiche e, nel 1904, fu riconosciuta giuridicamente come “Ente
Morale”. Nel 1921 subentrarono nella gestione educativa le suore Figlie di Maria
Ausiliatrice. Nel 2009 viene inaugurata la nuova struttura adibita alla sezione
PRIMAVERA, risposta concreta alle esigenze della popolazione bellanese. La finalità della
nostra Scuola dell’infanzia Tommaso Grossi, di ispirazione Cristiana, è lo sviluppo
integrale della personalità del bambino, accolto incondizionatamente come persona unica
e irripetibile, portatrice di una storia e di una ricchezza peculiare. Il servizio si propone, l’
obiettivo, di favorire l’autonomia ed il “fare” dei bimbi e di svolgere un ruolo attivo per la
piena affermazione del significato e del valore dell’infanzia, secondo i principi di
uguaglianza e pari opportunità, rispetto della diversità e della libertà. Inoltre ha lo scopo di
aiutare ogni bambina e ogni bambino a crescere in stato di salute e benessere, a seguire
percorsi equilibrati di socializzazione, e ad acquisire le abilità, le conoscenze e le
competenze affettive e relazionali utili per costruirsi un’esperienza di vita ricca ed
armonica, all’interno di un ambiente sereno, tranquillo, carico di valori. L’ educatrice è
guida e sostegno per il bambino e ha con lui un rapporto individualizzato fondato sul
dialogo, sulla stima, e sulla sua capacità di entrare in empatia con i singoli soggetti.
OFFERTA EDUCATIVA
La sezione PRIMAVERA è un’offerta educativa rivolta ai bambini tra i 24 e i 36 mesi nata
per soddisfare le crescenti richieste espresse dalle famiglie del territorio e per dare una
risposta corretta ai bisogni dei bambini offrendo loro tempi di ascolto e osservazione nel
rispetto della loro personalità in crescita. E’ una realtà che vuole fornire spazi adeguati allo
sviluppo dei processi di identità, movimento e autonomia in un clima di rispetto, fiducia e
sicurezza. La Sezione primavera andrà ad integrare le attività della già presente Scuola
dell’Infanzia Tommaso Grossi, per contribuire a diffondere una cultura dell’infanzia attenta
ai bisogni e alle potenzialità dei bambini, in coerenza con il principio della continuità
educativa. Il senso più profondo di questo progetto è il suo essere luogo di relazioni,
all’interno del quale si struttura e si sviluppa l’identità emotiva, cognitiva, relazionale e
sociale di ogni singolo bambino.
PERSONALE DOCENTE E AUSILIARIO
I bambini della sezione PRIMAVERA saranno affidati alle cure di una docente di Scuola
dell’Infanzia abilitata all’insegnamento e di una assistente che fornirà adeguato supporto
nei momenti più impegnativi dell’attività quotidiana quali il momento dell’accoglienza, della
cura e igiene personale, del pasto e del gioco libero in giardino.
E’ prevista una stretta collaborazione con la coordinatrice della scuola dell’infanzia,
abilitata all’insegnamento e con un’esperienza decennale.
I pasti verranno preparati dalla cuoca della Scuola dell’Infanzia secondo il menù approvato
dall’ufficio igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Asl ed adeguato all’età dei bambini;
le pulizie dei locali riservati alla “sezione primavera” verranno svolte, rispettando le vigenti
normative di igiene e sanificazione degli ambienti, dal personale ausiliario già operativo
nella Scuola dell’Infanzia.
La Scuola garantirà la stabilità delle figure di riferimento per tutta la durata del progetto.
SPAZI E STRUTTURE
L’ attività della sezione PRIMAVERA si svolge nello stesso stabile utilizzato dalla scuola
dell’Infanzia in uno spazio al piano terra totalmente dedicato alla sezione. I bambini
avranno a disposizione alcuni locali che rispondono alle loro diverse esigenze:
*uno spazio sezione dedicato al gioco libero e strutturato
*uno spazio guardaroba
*un locale fasciatoio con adiacente bagno adeguatamente attrezzato per l’igiene e la cura
della persona.
I locali saranno allestiti con arredi, materiali e macro strutture in grado di qualificare
l’ambiente educativo come contesto di vita , di relazione e di apprendimento.
INSERIMENTO ALLA SEZIONE PRIMAVERA
L’entrata alla Scuola è, per ogni bambino ed ogni bambina, ma anche per i genitori, una
tappa importante di crescita. E’ fondamentale che l’inserimento avvenga in modo graduale
in piccolo gruppo per poter garantire ai genitori la possibilità di rimanere in sezione per un
tempo adeguato allo scopo di aiutare il proprio figlio/a a staccarsi gradualmente da loro,
per conoscere il nuovo ambiente e per sentirsi accolti affettivamente dalle insegnanti. Il
tempo di permanenza dei genitori diminuirà gradualmente fino a limitarsi al solo momento
dell’accoglienza. Il programma dell’ inserimento per ciascun bambino verrà concordato
con le insegnanti, prevedendo successivamente un colloquio informativo con loro.
ACCOGLIERE OGNI BAMBINO: LA DISABILITA’
In ottemperanza alla Legge 517 del 1977, relativa all’integrazione scolastica degli allievi in
situazione di handicap, verranno accolti nella sezione primavera anche i bambini con
disabilità certificata o con particolari problemi legati alla crescita. L’integrazione scolastica
ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità del bambino disabile nell’apprendimento,
nella comunicazione, nella relazione e nella socializzazione. A tal fine la scuola in accordo
con il presidente e la coordinatrice saprà modificare la propria struttura e apportare
cambiamenti organizzativi per far fronte a questa esigenza. La coordinatrice e l’insegnante
della sezione primavera inoltre, saranno disponibili per un colloquio con la famiglia e con i
servizi sanitari che si occupano del bambino al fine di redigere il Progetto Educativo
Individualizzato. Fondamentale è riuscire fin da subito a costruire un Progetto di vita in rete
che tenga conto delle potenzialità e delle difficoltà del bambino, rendendo il contesto
scuola come un luogo sempre più facilitante al suo processo d’inclusione. Nel caso in cui
sia necessaria una figura di sostegno per garantire un adeguato inserimento del bambino
dal punto di vista educativo e relazionale/affettivo, la coordinatrice inoltrerà domanda di
assegnazione di risorse per l’integrazione agli Enti territoriali di competenza. La scuola,
inoltre, potrà avvalersi della consulenza pedagogica/educativa e gestionale della
coordinatrice rete disabilità della Fism di Lecco, competente sul territorio di Bellano.
ORGANIZZAZIONE DELLA GIORNATA
La mattinata inizia con l’arrivo dei piccoli dalle 9.00 alle 9.30 (per chi frequenta il prescuola
dalle 8.00 alle 9.30 ). In questa fascia oraria le educatrici propongono giochi liberi
per avere il tempo di accogliere ognuno singolarmente in base all’orario di arrivo. Dalle
9.30 la giornata prosegue con proposte di gioco libero e/o guidato secondo la
programmazione in corso, nel rispetto dei ritmi e dei tempi di ciascun piccolo. Il gioco ha
un’importanza fondamentale e occupa gran parte del tempo trascorso nella sezione
PRIMAVERA.
Alle 10.00 ci sarà la distribuzione della merenda e successivamente verranno proposte
brevi attività individuali o di gruppo.
Alle ore 11.00 si dà importanza all’igiene e alla cura della persona con il cambio del
pannolino, poi ci si prepara al pranzo che viene servito alle 12.00.
Al termine del pranzo si gioca ancora un poco e verso le 13.30 si va a fare la nanna. Al
risveglio si aspettano i genitori con canti e giochi insieme.
LE ATTIVITA’
La nostra giornata è scandita da routines, prassi e abitudini quotidiane che caratterizzano
il tempo trascorso a scuola e danno al bambino un senso profondo di sicurezza. Le attività
proposte avranno come obiettivo fondamentale quello di permettere a ciascun bambino la
possibilità di poter vivere esperienze diverse rispetto al contesto famiglia, che lo
porteranno ad esplorare la realtà che lo circonda, a sperimentare nuovi materiali, ad
apprendere cose nuove ed ad esprimere la propria creatività. Le attività saranno tutte
improntate sul gioco, attività primaria per eccellenza che permette al bambino sia di
costruire i propri modelli di conoscenza, sia di entrare in relazione con gli altri, divertendosi
e socializzando. Le attivita’ ludiche e didattiche, pensate tenendo conto dell’unicità di ogni
singolo bambino, nel rispetto dei tempi di sviluppo e di apprendimento di ciascuno,
verranno organizzate in piccolo gruppo.
Più in specifico verranno proposte le seguenti attività:
gioco euristico con gli oggetti:
Consiste nel dare ad un gruppo di bambini, per un periodo di tempo definito, in un
ambiente controllato, una grande quantità di oggetti diversi e contenitori di diversa natura
con i quali possono giocare liberamente e senza l’intervento dell’adulto. Questa attività
spontanea di esplorazione e manipolazione di oggetti favorisce l’aumento della mobilità,
fattore centrale nello sviluppo delle competenze nel bambino di due anni.
attività manipolative e grafico-pittoriche
Per i bambini la manipolazione è una delle modalità di conoscenza del mondo circostante;
essa sollecita curiosità e disponibilità alla scoperta, introducendo il bambino alle prime
operazioni di concettualizzazione.
attività linguistico-cognitive
Dominare le modalità e gli strumenti per comunicare significa poter entrare in relazione
con gli altri migliorando la qualità della propria esperienza di vita sotto il profilo sia
cognitivo che sociale. L’uso corretto, consapevole ed intenzionale di gesti e parole porta
progressivamente il bambino a partecipare a momenti di dialogo e di comunicazione
sempre più soddisfacente che gli consentono di intervenire con successo all’interno del
gruppo e di riconoscersi come vero protagonista della relazione. Anche la musica è
comunicazione, pertanto l’ascolto e la produzione di canzoni e filastrocche contribuiscono
a sviluppare la dimensione percettiva legata alla musica.
attività psicomotorie
La Psicomotricità oltre a facilitare l’apprendimento di un corretto comportamento motorio
permette al bambino di approfondire la conoscenza di sé e dell’altro da sé, l’identità
corporea, la relazione con i pari e con gli adulti presenti, l’espressione e la comunicazione
di bisogni e sentimenti e la consapevolezza della relazione corpo, spazio e tempo.
attività simboliche
Durante il secondo anno di vita il bambino comincia ad interessarsi ai giochi di
rappresentazione e sviluppa così la capacità di pensare, evocare, rappresentare oggetti e
persone non presenti riproducendo le esperienze della propria vita.
CONTINUITA’ CON LA SCUOLA DELL’INFANZIA
Durante l’anno il gruppo dei bimbi della sezione PRIMAVERA entrerà progressivamente in
contatto con i bimbi più grandi della scuola dell’Infanzia attraverso momenti di gioco e di
festa. La condivisione di spazi ,tempi e attività permetterà ai più piccoli di conoscere e
ambientarsi nei nuovi e futuri spazi della Scuola dell’Infanzia; di abituarsi con gradualità
alle figure di riferimento e di vivere momenti di confronto e di condivisione con i bambini
più grandi sentendosi così parte di un’unica realtà.
RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
La famiglia è la prima esperienza educativa del bambino, è importante quindi non solo
accogliere il bambino, ma anche la sua famiglia, ponendo particolare attenzione alle sue
richieste e ai suoi bisogni, instaurando con essa un costruttivo rapporto di collaborazione e
confronto. L’alleanza educativa scuola-famiglia infatti favorisce sicuramente il benessere e
lo sviluppo del bambino. La comunicazione quotidiana all’ingresso e all’uscita del bambino
è di fondamentale importanza; il breve scambio di informazioni sul proprio figlio e sulla
giornata appena trascorsa consolida giorno dopo giorno il senso di partecipazione ed
appartenenza della famiglia a questa esperienza educativa. Nel corso dell’anno inoltre
vengono programmati alcuni appuntamenti tra l’educatrice e il genitore: il primo di questi è
il colloquio individuale con ogni coppia di genitori (se possibile, altrimenti con uno solo dei
genitori) nella fase iniziale dell’inserimento. Il genitore ha così la possibilità di raccontare
l’immagine del proprio figlio, nonché dare delle informazioni utili (come gioca a casa, lo
stato generale di salute, il sonno, il rapporto con il cibo) all’insegnante per predisporre
un’adeguata accoglienza; a sua volta l’educatrice informa i genitori dell’organizzazione
della giornata e della strutturazione interna del servizio ( il corredo necessario, orari). La
coordinatrice e le insegnanti della sezione primavera si impegneranno a far sì che tutte le
famiglie possano partecipare e collaborare attivamente al percorso educativo del proprio
figlio durante l’anno scolastico.
USCITE E FESTE
Le feste possono diventare sia un’occasione di incontro tra le varie famiglie per scambiarsi
consigli ed informazioni e per socializzare, nonché momenti per i genitori per collaborare
e partecipare più da vicino al percorso educativo scolastico del proprio figlio.
Qualora la programmazione educativa/didattica richieda un’apertura all’ambiente e al
territorio circostante potranno essere previste delle uscite nel Comune di Bellano.